Il ruolo del terzo settore nella crisi dello Stato

Nel quadro di un rapporto di autentico scambio si può essere indipendenti pur appartenendo, si può coltivare sé stessi pur nell’altruismo, si può essere efficienti pur essendo giusti, riconducendo a sintesi gli estremi di coppie concettuali che la convinzione corrente considera alternativi e irriducibili.

Avvincenti sono le riflessioni del Professore Lipari presenti nel saggio “Il ruolo del Terzo Settore nella crisi dello Stato” – pubblicato nella Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura Civile n. 2/2018 – soprattutto alla luce della normativa di  riforma.

Il giurista ci invita a ripensare la problematica del terzo settore, “definendone i contorni in via propositiva”, fuori da una lettura residuale così da rompere “la logica delle dicotomie radicali dove il mercato è rappresentato come salvezza o distruzione, lo Stato come protettore o nemico, la società civile come modello utopico o luogo delle insanabili contraddizioni”.

Occorre un superamento tra pubblico, privato e civile ed un amalgamarsi – nel rispetto delle diversità – che portano in se una prospettiva di salvezza per la società del terzo millennio.

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